LA POLITIQUE

Argovia e Basilea rinnovano il monito per il Centro

Sui risultati delle elezioni cantonali di Argovia e Basilea Città i commenti non sono unanimi. La brillante elezione al primo turno di entrambi i Consiglieri di Stato PPD è un segno della grande credibilità di cui il Partito gode. Negli esecutivi cantonali – eletti quasi tutti con il sistema maggioritario – siamo dunque molto ben rappresentati; discorso simile per il Consiglio degli Stati.

Per contro, fatichiamo molto di più a capitalizzare questa fiducia quando si tratta dell’elezione alla proporzionale nei legislativi (che si parli dei Gran Consigli o del Consiglio nazionale). Spesso gli elettori preferiscono qui dare il proprio sostegno a quelli che si presentano come «partiti profilati», a destra o a sinistra. Un vero problema, siccome le valide personalità elette non possono condurre efficacemente il Paese (non disponendo delle necessarie maggioranze).

La soluzione, quindi, non è ottimale e conduce ad una politica «a zig-zag» e i partiti che si posizionano ai due estremi (ciò è particolarmente evidente nell’uso eccessivo di iniziative popolari a scopo di pura promozione partitica).

Dopo il ventennio di polarizzazione della politica federale da parte dell'UDC, le elezioni del 2007 e del 2011 avevano segnato una certa inversione di tendenza che ha permesso al centro di riprendere quota. Purtroppo si è trattato di un successo «frastagliato», siccome i partiti di centro erano passati da due a quattro. L’incapacità di questi partiti di collaborare, dando un forte messaggio di credibilità e responsabilità comune, ha in breve tempo messo fine a questa stagione politica.

Le ultime elezioni federali hanno visto il ritorno della polarizzazione, con la svolta a destra. Il bilancio di questa alleanza di destra, dopo un solo anno di legislatura, appare indigesto a molti. Ad Argovia e Basilea Città questi hanno risposto premiando la sinistra. Il PPD ha limitato i danni (perdendo due seggi in Gran Consiglio in Argovia, uno a BS). La lezione è chiara: oltre ai candidati forti per gli esecutivi, dobbiamo presentare programmi chiari e credibili, e trasmettere agli elettori la fiducia nel ruolo di moderazione e ragionevolezza che possiamo assumere. Abbiamo tempo (poco) fino alle elezioni federali del 2019. Dobbiamo dunque continuare con forza sulla strada del rinnovamento indicata dalla nuova presidenza Gerhard Pfister. Da subito! 

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